All’Azienda Usl di Piacenza un nuovo strumento per la riabilitazione logopedica a domicilio

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Aisla, l’associazione che raccoglie i familiari, amici e pazienti con Sclerosi laterale amiotrofica, dona all’Azienda Usl di Piacenza un prezioso strumento da utilizzare soprattutto a domicilio per il trattamento logopedico di problematiche relative al linguaggio e alla deglutizione.
Il dispositivo è stato acquistato con i proventi di una serata danzante benefica organizzata dal sodalizio e viene consegnato all’unità operativa Gestione territoriale della non autosufficienza, che prende in carico i malati a casa e in modalità ambulatoriale.
Lo strumento IOPI sfrutta il sistema biofeedback per incentivare l’uso della lingua e rafforzarne la forza e la resistenza.
Come confermato da diversi studi, il dispositivo è molto utile nel trattamento logopedico di tutte le patologie che comportano problematiche nell’articolazione del linguaggio e nella deglutizione.
La tecnica prevede di posizionare un piccolo sensore in silicone sulla superficie della lingua, mantenuto nella corretta posizione dal logopedista e collegato allo strumento. Attraverso questo, si lavora per controllare la forza e resistenza che sta esercitando per regolarli e adeguarli ai paramenti impostati dal terapista. Lo stesso strumento può essere utilizzato anche per allenare la forza delle labbra.
“Un aspetto molto importante – evidenzia Tiziana Taggiasco, direttore dell’unità operativa destinataria della donazione – sono le ridotte dimensioni del dispositivo: esso è contenuto in una piccola valigetta che ne facilita il trasporto. In questi modo possiamo utilizzarlo direttamente al domicilio del paziente”. I pazienti in carico all’Azienda Usl di Piacenza sono 40: molti di essi vivono ancora con le proprie famiglie. Lo sforzo di tutti i professionisti dedicati, che lavorano in stretta sinergia, è quello di integrare le diverse competenze cliniche, per prevenire e compensare tempestivamente le singole complicanze che si presenteranno con l’avanzare della malattia. Il malato è posto al centro dell’attività, per trovare le soluzioni più adatte per le esigenze di ogni persona.
“Lo strumento donato da Aisla – aggiunge la logopedista Rossella Raggi – si affianca alla logopedia tradizionale: esperienze di altri centri dimostrano che si rivela utile al paziente”.

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