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Al Ca’ Foncello di Treviso una nuova strumentazione di avanguardia contro la Fibrosi Cistica

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Nuova strumentazione clinica di avanguardia al Centro per la Fibrosi cistica dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Si chiama Exhalizer-D e consente la diagnosi precoce e precisa nonché il minuzioso monitoraggio clinico delle patologie a carico delle vie respiratorie nei pazienti. E’ stata acquistata tramite la Lega Italiana Fibrosi Cistica Veneto onlus, grazie ad un progetto di raccolta fondi tra cittadini sensibili, chiamato “Obiettivo 35”. Il costo dell’attrezzatura – consegnata oggi al Direttore generale Francesco Benazzi – è stato di 35.000 euro.
La Fibrosi cistica è la più comune tra le malattie genetiche gravi. Altera le secrezioni di molti organi e tra questi quelli che riportano maggiori compromissioni sono i bronchi e i polmoni. Una persona su 25 è portatore sano di questa malattia e si considera che oggi, in Veneto, i malati siano circa 400 su 5.000 in tutta Italia.
Il Servizio di Supporto per la Fibrosi Cistica di Treviso, diretto dal dr. Mirco Ros, opera all’interno dell’UOC di Pediatria dell’Ospedale Cà Foncello, diretta dal dr. Stefano Martelossi. L’attività, principalmente ambulatoriale, è indirizzata ai pazienti di età pediatrica e adulta delle provincie di Treviso, Belluno, Venezia, Padova e, in parte, del Friuli Venezia Giulia. Attualmente, i pazienti in carico seguiti sono 170, a cui si aggiungono 80 altri pazienti con patologie respiratorie croniche, patologie neurologiche e muscolari. Viene svolta anche attività fisioterapica e psicologica. Il centro opera con l’appoggio della Lega Italiana Fibrosi Cistica e al suo interno sono impegnati 2 medici pediatri, 1 psicologa, 2 fisioterapisti, 3 infermieri che, inoltre, dispongono di una fitta rete di sinergie con tutte le unità ed i servizi dell’ospedale.
“La ricerca e la cura hanno fatto passi da gigante: di fibrosi cistica si è affetti dalla nascita e un tempo, era una patologia che riguardava solo il lavoro dei pediatri – sottolinea il dr. Mirco Ros – oggi è anche una malattia dell’adulto. I pazienti, infatti, hanno visto raddoppiare le aspettative di vita. Crescono, studiano, si laureano, mettono anche su famiglia; tutte cose impensabili appena vent’anni fa. Oggi la diagnosi è precoce, può essere fatta già a 20 giorni di vita. Il nuovo macchinario donato con Obiettivo 35 è un sostegno fondamentale per seguire i pazienti e intervenire precocemente anche sull’evoluzione del danno polmonare e assicurare una ancora migliore qualità della vita”.
“Obiettivo 35” è stato coordinato dalla signora Orietta Miotto e presto potrebbe formalizzarsi come gruppo di sostegno alle attività sanitarie.

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