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E’ stato inaugurato ufficialmente, ma è già operativo da alcune settimane, il nuovo acceleratore lineare della Radioterapia di Rimini. Hanno partecipato l’assessore Anna Montini in rappresentanza del Comune di Rimini, il direttore generale  e il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Marcello Tonini e Stefano Busetti, il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti, il direttore del “Fisica medica ed Ingegneria clinica” dell’Ausl Romagna Stefano Sanniti, il dottor Francesco Perini, già direttore della Radioterapia e il dottor Michele Benedetti.

Come spiegato da Sanniti e dai dottori Perini e Benedetti, il nuovo acceleratore lineare “Linac True Beam”, installato all’“Infermi”, “serve” l’intera provincia, e può sicuramente essere definito come una delle apparecchiature per radioterapia esterna più performanti presenti sul mercato: nasce per erogare trattamenti di altissima precisione e complessità (come radioterapia stereotassica e radioterapia ad intensità modulata) attraverso cui è possibile somministrare alte dosi di radiazioni in sedi anatomiche poste in stretta prossimità di tessuti sani, preservando quest’ultimi.

Le caratteristiche che maggiormente contribuiscono alla precisione del nuovo Linac sono la rapidità di erogazione del trattamento, che avviene in tempi brevissimi, e la possibilità di acquisire precise immagini dell’anatomia del paziente, sia prima che durante la seduta di terapia in maniera tale da poterne, se necessario, correggere la posizione allineando quanto è stato pianificato in fase di progettazione del trattamento con quanto viene sul momento erogato. La correzione della posizione del paziente si ottiene attraverso i movimenti del lettino di terapia robotizzato che può non solo traslare, ma anche ruotare attorno ai tre assi spaziali individuando le soluzioni più ottimali. Questo in futuro potrà consentire anche di seguire il bersaglio tumorale durante i movimenti del ciclo respiratorio per aumentare ulteriormente la precisione delle cure.

I trattamenti che elettivamente troveranno spazio sulla nuova apparecchiatura saranno: stereotassici per il tumore prostatico e polmonare nonché, in una seconda fase, anche su altri distretti corporei, ad esempio epatico e pancreatico; ad intensità modulata per i distretti corporei più complicati.

L’apparecchiatura è comunque caratterizzata da una versatilità tale da poter essere utilizzata anche per trattamenti più routinari.

Il nuovo acceleratore è perfettamente integrato nell’infrastruttura software del servizio e nella rete informatica interna, con sistema per l’elaborazione dei piani di trattamento, sistema per la definizione dei volumi bersaglio e degli organi a rischio. Per “accoglierlo” sono stati necessari lavori alla struttura, per oltre 150mila euro, mentre la spesa complessiva per l’apparecchiatura è di oltre 2.500.000 euro.

Annualmente la Radioterapia di Rimini tratta, con radioterapia esterna, con i due acceleratori presenti all’“Infermi”, dai 650 ai 750 pazienti/anno; nel 2018 le sedute di radioterapia esterna sono state indicativamente 13.500 per un totale di circa 750 pazienti.

Presso l’unità operativa lavorano quattro medici, 12 unità di personale tecnico, 5 fisici, una infermiera ed una unità di personale amministrativo.

L’assessore Montini ha evidenziato l’importanza, per la cittadinanza del Riminese e non solo, di apparecchiature di alto livello come quella inaugurata, e ha ricordato “i recenti finanziamenti regionali in virtù dei quali è stato possibile completare il Dea di Rimini e sarà possibile realizzare la Casa della Salute”.

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