A Pisa e Barcellona il primo trapianto di rene da vivente in modalità incrociata del sud Europa

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Un primato che vede coinvolte l’Italia e la Spagna e che ha consentito di trapiantare con successo due pazienti, il primo a Pisa e il secondo a Barcellona. Il 19 luglio scorso, i due Paesi hanno realizzato, per la prima volta nel Sud Europa, una catena internazionale di trapianto di rene in modalità incrociata, in cui sono state coinvolte due coppie donatore-ricevente non compatibili, una di Barcellona e una di Pisa.
L’obiettivo della collaborazione tra i due Paesi, entrambi già impegnati con programmi nazionali di cross over, è di allargare ulteriormente il bacino di potenziali donatori a favore di quei pazienti che non possono ricevere l’organo dal loro donatore, a causa della presenza di anticorpi specifici che ne determinano l’incompatibilità. Questo protocollo si inserisce nell’ambito della South Alliance for Transplant, un accordo internazionale che vede coinvolte la Spagna, la Francia, l’Italia e il Portogallo per individuare programmi comuni di cooperazione con l’obiettivo di incrementare le risposte assistenziali ai pazienti in attesa di ricevere un trapianto.
In concreto, se con il programma nazionale cross over viene data la possibilità ad una coppia donatore-ricevente incompatibile di ricevere e donare un rene incrociando le loro compatibilità immunologiche con quelle di altre coppie donatori-riceventi nella stessa condizione, con il cross over internazionale la ricerca di donatori compatibili si allarga oltre confine, aumentando le possibilità di trapianto. La prima ricerca per individuare la catena cross-over internazionale ha coinvolto 113 coppie donatore-ricevente incompatibili tra loro e 14 ospedali.
L’avvio della stretta collaborazione tra gli esperti del Centro Nazionale Trapianti e dell’Organización Nacional Trasplantes per la messa a punto della catena risale al 23 maggio scorso e ha richiesto un intenso impegno per il coordinamento di tutte le fasi di valutazione immunologica e coordinamento organizzativo. Le operazioni di prelievo e di trapianto sono state realizzate in Italia presso l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana dal professor Ugo Boggi (nella foto) e dal professor Fabio Vistoli e a Barcellona dal dottor Alberto Breda, capo dell’équipe chirurgica di trapianti renali della Fondazione Puigvert dell’Università Autonoma di Barcellona.
Era il 15 novembre 2005 quando, per la prima volta in Italia, veniva eseguito a Pisa un trapianto di rene da vivente cross-over tra coppie incompatibili. Si trattava di uno scambio di reni tra 3 coppie di coniugi di mezza età nelle quali vi erano barriere di incompatibilità immunologica che impedivano il trapianto diretto tra i familiari, mentre incrociando tra loro donatori e riceventi si era stato possibile realizzare 3 trapianti di rene da vivente con compatibilità “standard”. E’ da questa esperienza pionieristica che poco più di un anno dopo è stato redatto un protocollo nazionale per regolare questa materia e dal 2015, dopo alcune esperienze monocentriche, si è avviato un programma di scambio regolato a livello nazionale. Anche in questa attività il centro di Pisa ha svolto un ruolo di primo piano, essendo coinvolto con 1 o più coppie nella stragrande maggioranza degli scambi effettuati nel nostro Paese. Ed oggi celebriamo un ulteriore primato, quello del primo scambio tra coppie di nazioni diverse: Spagna e Italia, successo che non poteva che vedere ancora Pisa protagonista: infatti è sempre il Centro di Pisa il maggior fornitore di coppie incompatibili che popolano le liste dei programmi di cross-over nazionale e internazionale.
Nel complesso da quel lontano 2005, 22 riceventi a Pisa hanno potuto coronare il proprio desiderio di ricevere un trapianto di rene da donatore vivente superando la barriera biologica che li separava dal desiderio di un proprio familiare di donare loro il proprio rene, attraverso lo scambio con il donatore di un’altra coppia in situazione analoga. Per 13 di loro si è trattato di scambi effettuati tra coppie tutte afferenti al Centro di Pisa; in 8 casi di scambi avvenuti nell’ambito di catene di trapianti in ambito nazionale che hanno coinvolto 19 coppie in Italia, i più innescati da un donatore samaritano; l’ultimo caso è quello del cross-over internazionale che celebriamo oggi.
Ma la ricerca di soluzioni alternative in presenza di incompatibilità immunologica a Pisa, partita con il programma cross-over, è proseguita andando a sondare anche altre soluzioni che consentissero di eseguire in modo diretto trapianti tra soggetti tradizionalmente considerati incompatibili. Nel 2009 il primo trapianto di rene da vivente tra soggetti con incompatibilità di gruppo sanguigno, nel 2010 quello tra soggetti con anticorpi contro antigeni specificamente presenti nel donatore. In questi casi si è trattato di mettere a punto strategie di trattamento farmacologico e di pulizia del sangue supplementari nel ricevente per consentirgli di accettare un organo incompatibile. Dal 2009 sono stati eseguiti 36 trapianti di rene da vivente diretti tra donatori e riceventi non compatibili: 18 trapianti da familiari donatori con gruppo sanguigno non compatibile, 13 trapianti da familiari donatori con antigeni verso cui i riceventi presentavano anticorpi specifici e 5 trapianti da donatori che cumulavano entrambi questi elementi di incompatibilità.
Oggi a Pisa sono disponibili tutte le opzioni clinicamente accettate dalla comunità trapiantologica internazionale per superare le barriere di incompatibilità biologica. E la ricerca clinica non si ferma, allo scopo di allargare ancora di più gli ambiti di applicazione delle soluzioni di successo consolidate anche all’ambito della donazione da donatore cadavere e per esplorare nuove frontiere, sempre guidati dal principio di prudente intraprendenza che non dimentica mai che chi ha necessità di un trapianto deve essere curato con la massima attenzione perché ottenga il risultato atteso senza correre rischi eccessivi che ne potrebbero compromettere irrimediabilmente la vita.
“La ricerca continua di soluzioni farmacologiche, tecnologiche e organizzative all’avanguardia volte ad allargare la platea delle persone che possono ricevere un trapianto di rene da vivente anima la nostra attività quotidiana. Oltre a quelle celebrate in questa occasione, mi piace ricordare che a Pisa abbiamo la disponibilità di sistemi robotici avanzati per eseguire trapianti di rene in chirurgia mininvasiva” dice il professor Ugo Boggi, ordinario di Chirurgia generale dell’Ateneo pisano e direttore dei Programmi di Trapianto di rene e di pancreas dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.
“Il successo odierno – sottolinea il professor Fabio Vistoli, associato di Chirurgia a Pisa e responsabile del Coordinamento Trapianti di rene e di pancreas dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana – è solo una tappa di un percorso che viene da lontano e che mira a un futuro che possiamo solo immaginare, consapevoli però che tra tutte le forma di trapianto di rene, quella che utilizza un organo da donatore vivente garantisce risultati di funzione nel tempo più che doppi rispetto al miglior organo da donatore cadavere e che quando vi è un donatore idoneo e disponibile in famiglia è una risorsa che va sempre considerata con la massima attenzione prima di rinunciarvi per cause di non compatibilità. Anche per questo a Pisa abbiamo da quasi 20 anni centralizzato specificamente l’attività di valutazione delle coppie da vivente dedicandovi personale sanitario e risorse diagnostiche specifiche in modo da non lasciare nulla al caso.”
A 12 anni di distanza dai primi trapianti non compatibili superati con cross-over tra donatori di coppie differenti, in totale 58 riceventi hanno ricevuto un rene da donatore vivente che fino ad allora era considerato impossibile eseguire. L’impegno quotidiano nella ricerca e nell’innovazione per arrivare a superare o abbattere muri definiti con troppa facilità invalicabili, sono le caratteristiche che definiscono meglio il lavoro quotidiano al Centro Trapianti di Rene e di Pancreas di Pisa, dove tutti: ricercatori, medici, infermieri, sanitari collaborano attivamente per risolvere i problemi di chi attende un organo e di chi vuole donare una nuova stagione di salute ad un proprio caro.

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